Editoriale #7 – Yalla Yalla!

Yalla Yalla è una tipica epressione araba esortativa, un incoraggiamento, che nella maggior parte dei casi vuol dire dai! forza! andiamo! Viene dalle parole arabe Ya Allah (يا ألله), si usa tra l’altro nelle trattative di vendita, per incitare i passanti nei suk a fermarsi o per definire e concretizzare una trattativa sul prezzo, “ok dai, facciamo cinque, yalla, andata!” Le notizie che ci giungono da pochi mesi a questa parte dal mondo della mezza luna non sono rassicuranti, si parlava di primavera araba, di rivoluzione, poi di persone che hanno rivendicato senza alcun diritto rivolte fatte da altri, e poi barbarie, e gas, la dinastia degli Assad, cacciatorpedinieri americani nel mediterraneo, sommergibili russi, batterie di missili puntate contro terre che hanno visto nascere alfabeti, numeri, leggi e religioni, il pericoloso silenzio di israele e l’inquietante spettro di un nuovo conflitto mondiale. Noi invece in questo numero vogliamo parlare di altro. Cosa fa chi le armi non le vuole usare? A cosa pensa chi al mattino si sveglia a Beirut, a Damasco, in Smirne, a Casablanca, e non vuole usare il  Kalašnikov ma vuole esprimersi con la sua arte e dedicare ogni singolo respiro alla propria terra? La ricerca è stata affascinante e sorprendente, tanto che le rubriche del numero non sono bastate a trasmettere la forza e il calibro di alcuni artisti che per forza di cose non abbiamo potuto includere. Speriamo che questo veloce sguardo sul medioriente vi sia utile per affacciarvi in un mondo inaspettatamente familiare, pregno di una passione antica per le arti e un amore viscerale per una terra meravigliosa, piena di culture e storie diverse.

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