Editoriale #6

Laundry #6 – Dissidenti

Il momento è cruciale. Ormai, se si apre un giornale, la parola LIBERALIZZAZIONI campeggia sul foglio con la fiera pomposità di un inno alla battaglia. Ma chi sono oggi i DISSIDENTI, chi sono quelli che disobbediscono e a cosa, poi, disobbediscono davvero. L’unico dato che abbiamo, in un mondo mediatico che media e rimedia ogni dichiarazione politica fino a farne un tormentone tra gossip e pour parler, è che c’è stanchezza, e che il disincanto di un mondo per troppo tempo reso immobile nel feudalesimo delle sue classi dirigenti, dei suoi mediocri al potere, degli ordini e delle corporazioni di lavoro, non ha prodotto altro che questo: un senso di inadeguatezza ingiustificata, l’idea che l’opportunità della vita come progetto possa sfumare come uno treno che passa solo per quella volta e solo per quella stazione. Ricerca, innovazione, creatività e progresso, termini abusati, manipolati, spesso derisi con la volgare superficialità di chi non ha né può avere alcuna visione.  Oggi, invece, avremmo bisogno di quella: lungimiranza e capacità di previsione di uno scenario che può davvero permettere a un paese di riprendersi e sviluppare talenti, progetti all’avanguardia, idee originali per un mondo sostenibile. Laundry dedica allora il numero ai dissidenti, non nel senso dei tanti movimenti di scontento che oggi ci sono, ma a tutti quei creativi e creatori che continuano nonostante tutto a inseguire e investire nell’urgenza delle proprie idee, dei propri progetti, del proprio domani, incuranti dei diritti negati, delle prepotenze subite, delle inacessibilità imposte. Eccoci, quindi, con un prodotto ormai nuovo nell’idea e negli effetti, con una redazione pronta a raccogliere le sfide visive, tecnologiche e letterarie che la contemporaneità più scontenta del pianeta è in grado di regalarci. Forza e coraggio.

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