Monument Valley, dove niente è come sembra

di Mara Cervelloni

10 ottobre 2017

Monument Valley viene definito dai suoi creatori “A surreal exploration through fantastical architecture and impossible geometry”.

Parliamo di un gioco uscito ormai più di tre anni fa ed è inutile che io stia qui a ribadirvi la maestrìa artistica con cui è stato realizzato. Tutti gli utenti sanno già quanto l’esperienza estetica e visuale, le musiche, lo studio dell’interazione e il plot facciano di Monument Valley un mobile game unico ed irripetibile.

Quello che vi racconto qui invece è quel nocciolo di sentimento che mi è nato dentro dopo averci giocato.

Mi piace pensare a Momunet Valley come quella favola in cui la soluzione è a portata di mano lì dove si è disposti a portare l’occhio al di là di ciò che sembra.
L’illusione ottica delle geometrie sono dichiaratamente ispirate all’arte di Maurits Cornelis Escher, artista olandese celebre per le sue costruzioni impossibili ricavate utilizzando la particolare tecnica della mezzatinta.
Ida, la bambolina protagonista del gioco è come Alice nel paese delle meraviglie: passa attraverso l’assurdo che ha la sua logica e, allontanandosi sempre di più dal punto di partenza, compie un’esperienza di crescita senza possibilità di ritorno.
Già solo per visualizzare un quadro del gioco la mia mente si è dovuta abituare a convivere con il paradosso architettonico e ho sfiorato la vertigine e scoprendo che io stessa potevo contribuire a rendere ancora più assurde le architetture.
Spostare scale, camminamenti e pareti mi ha resa parte attiva di quell’irrazionale, che è però fondamentale per scardinare dei meccanismi mentali che la logica umana vuole pietrificati.
Accettando l’assurdo si arriva al plausibile che, magicamente, si fà logico.
Cè da dire che entrando in confidenza con l’assurdo e con il paradosso, il giocatore non viene strapazzato mai troppo perché la giocabilità si rivela semplice e risolvibile, per cui l’esperienza non è mai frustrante, ma appagamente. L’impossibile, in questo caso, diventa possibilità, soluzioni, strade nuove da percorrere.
Il comportamento attivo del giocatore si innesta solo lì dove è predisposto al superamento dell’apparenza, all’osservazione di tutte le dimensioni del quadro.
La soddisfazione profonda che prova un cuore sentimentale di un non giocatore come me, è di aver preso parte ad un’esperienza che è come una fiaba che ti insegna a conoscere nuovi mondi e nuovi modi, solo se si è disposti a pensare fuori da uno schema. Dopo due ore il gioco è risolto, i meccanismi mentali sono scardinati e per qualche ora, il mondo attorno a me non è stato più lo stesso.

Monument Valley:

Developed and published by Ustwo Games 

Director: Neil McFarland
. Producer: Dan Gray
Designer: Ken Wong
. Programmers Peter Pashley, Manesh Mistry, Van Le
Artist: Ken Wong, David Fernández Huerta.

Rilasciato per la prima volta nel mese di Aprile del 2014 per IOS, un mese dopo era disponibile per Android e nell’Aprile 2015 è stata rilasciata la verisone compatibile con Windows Phone.
Disponibile sul Play Store a 3,59€, e su Amazon App-Shop a 2,99€

Ed ecco un video sul making of messo a disposizione dalla casa di produzione Ustwo Games.

Monument Valley – Behind the Scenes from ustwo on Vimeo.

Comments:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Registrati alla nostra newsletter per avere aggiornamenti editoriali dalla redazione.