Intervista a Giovanni Bazzoni – CEO della Digital Tales

di Giulia Pacifici

19 ottobre 2017

Giovanni Bazzoni è il giovane CEO della Digital Tales, azienda al 100% italiana che si è guadagnata un posto al sole nel settore dei videogiochi e non solo. Giovanni ci racconta cosa vuol dire scommettere su una software house nel Belpaese e le capacità che bisogna mettere in campo.

1-Come hai deciso di avviare una software house?

Digital Tales, in realtà, è nata nel 2006 come studio per la produzione di contenuti multimediali, corsi di e-Learning e applicazioni B2B, ma sia io sia altri membri del team originario provenivamo dall’industria videoludica e presto siamo tornati alla nostra vecchia passione: dopo aver lavorato per anni presso Milestone, uno dei maggiori sviluppatori indipendenti di videogiochi in Italia, ho voluto buttarmi in quest’avventura in prima persona, affiancando lo sviluppo di software “serio” a quello di puro intrattenimento e, negli ultimi anni, fondendoli addirittura nella Gamification e nel Gaming applicato, che mutuano principi e meccaniche tipiche dei videogiochi applicandoli ai contesti e agli obiettivi più disparati, tra cui anche didattica e formazione.

2-La situazione del mercato italiano è sicuramente meno dinamica rispetto ad altri mercati esteri e la Digital Tales, con sedi a Milano, Roma e Miami, lo sa bene.  Quali sono le carenze maggiori che riscontri qui in Italia e che consigli daresti a chi volesse scommette sul gaming oggi?

Il nostro peso nel panorama internazionale non è molto sentito purtroppo, anche se non sono pochi gli studi italiani, come Digital Tales, che collaborano con realtà straniere e/o pubblicano i propri titoli in tutto il mondo, ma c’è indubbiamente ancora molto margine di crescita per l’industria videoludica nostrana. Per quanto le barriere all’ingresso si siano considerevolmente abbassate negli ultimi anni e la cosiddetta comunità indie stia prosperando, nel Bel Paese il settore stenta ancora a decollare sia per mancanza d’incentivi economici e fiscali sia per la difficoltà nel trovare valide fonti di formazione professionale.
Entrambi i problemi sono in lenta ma progressiva via di risoluzione grazie agli sforzi di AESVI (Associazione Editori e Sviluppatori Videogiochi Italiani) e delle realtà più intraprendenti, tuttavia mi sentirei comunque di consigliare studi e/o esperienze di lavoro all’estero per farsi davvero le ossa ed essere competitivi, toccando con mano mercati più maturi e ricchi di opportunità per i giovani interessati al settore. A prescindere dal fatto che vogliate lanciarvi in questo campo dinamico e ferocemente competitivo in Italia o all’estero, vi raccomando soprattutto di approfondire quanto potete ogni aspetto dell’industria ad esso legata, tenervi aggiornati sulle ultime tendenze e tecnologie e non smettere mai d’imparare e sperimentare!

3-Come si fa a far parte del vostro team? Che skills cercate precisamente nei vostri candidati?

Per il team Digital Tales siamo sempre alla ricerca di persone fortemente motivate e pronte a mettersi in gioco, in senso pratico e figurato: manco a dirlo, devono avere interesse in questo campo e possibilmente competenze nei generi racing e action-adventure. Oltre a saper lavorare in squadra, devono dimostrare una buona dose di creatività, autonomia e flessibilità.

4-Perché vi siete specializzati di racing-game? Avete in programma un SBK 2017? Apporterete delle innovazioni rispetto al precedente?

Milestone, lo sviluppatore milanese per cui lavoravo, è specializzato in giochi di corse motociclistiche e il caso ha voluto che uno dei primissimi progetti cui Digital Tales ha lavorato per conto terzi fosse proprio un gioco sulla MotoGP in collaborazione con loro. Dopo aver prodotto altri giochi del genere per rinomati publisher internazionali, abbiamo iniziato ad autofinanziarne e autopubblicarne di nostri: sono nati così Ducati Challenge e il franchise SBK Official Mobile Game.
Per quest’anno non è in programma un nuovo capitolo della serie ma, se rinnoveremo la licenza, con tutta probabilità torneremo sul mercato prossimamente con una tecnologia potenziata e nuove proposte per gli appassionati del genere.

5-Per quanto riguarda la realtà virtuale, pensate che sia una tecnologia che conquisterà il mercato? Avete in programma delle uscite in quest’ambito?

Realtà virtuale e aumentata presentano sicuramente grandi opportunità: tanti sono ancora affacciati alla finestra nell’attesa di capire quale sarà il loro reale impatto, ma è probabile che in pochi anni cambieranno radicalmente l’approccio al gioco e alla formazione e per questi motivi ci stiamo già sperimentando. Proprio in questi giorni stiamo lanciando su Samsung Gear VR e Daydream la versione VR del nostro SBK, completamente reinventato per offrire un’esperienza di guida ancora più immersiva grazie alla realtà virtuale!

6-Quali sono gli obiettivi di Digital Tales per il futuro?

Ci proponiamo di accrescere la nostra esperienza in ambito di giochi di corsa, possibilmente acquisendo nuove licenze motociclistiche e affermandoci come attori di primo piano in Italia per questo genere. Vorremmo inoltre continuare a produrre titoli di azione e avventura multipiattaforma, sviluppando IP proprietarie e sperimentando ulteriormente con la realtà virtuale. Un ambito che ci affascina da sempre è quello della narrativa interattiva transmediale e anche in questo senso ci stiamo muovendo con partner di altri settori e con progetti che speriamo si concretizzeranno nei prossimi anni.

Grazie

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