La poesia tattile di Farhad Fozouni

di Redazione

13 novembre 2013

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Farhad Fozouni ammette di “non cercare nulla nella sua poesia, se non se stessa.” È una delle figure portanti nel graphic design Iraniano, sperimenta costantemente nuove forme di espressione artistica portando il visitatore a toccare direttamente e sentire appieno le sue opere. Da forma al suo lavoro solo in fase di sviluppo, mischiando sapientemente la calligrafia persiana al graphic design, l’architettura moderna alla scultura, la letteratura al suono e alla luce. Nelle sue istallazioni le linee, le informazioni, le composizioni tipografiche diventano tridimensionali occupando uno posto ben preciso nello spazio.

Un elemento caratterizzante di Farhad Fozouni è l’amore viscerale per la sua città, Tehran. Il confronto con essa è in continuo divenire e tangibile in ognuna delle sue opere. Ce la racconta con un linguaggio visivo unico, personale, cercando un modo di coglierne e caratterizzarne l’essenza. Si può parlare di poesia tattile, come risultato di un esclusivo processo di sperimentazione artistica con lo scopo di venir fuori con nuove idee e un linguaggio visivo unico.

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