Ziggy Doodle, mille primavere arabe

di Mara Cervelloni

6 marzo 2012

Uomini, donne, miliziani, Ak- 47, glitter, centrini e distese di rosa a perdita d’occhio. Se il 2011 è stato l’anno della primavera araba, Zena El Khalil  si è portata dentro decine e decine di primavere arabe che hanno fatto capolino nel mondo con la nascita di ogni sua opera.
La sua è una primavera individuale, una rivoluzione costante ,un’arte tanto ancorata a Beirut, quanto nomade e cittadina del mondo,.
Zena El Khalil , in arte Ziggy Doodle, di origini Libanesi, è nata a Londra, ha trascorso l’ infanzia in Nigeria, per poi tornare a frequentare il liceo in Inghilterra e terminare gli studi all’ American University a Beirut.
Lavora in una varietà di formati che vanno dalla pittura , all’ installazione , alle prestazioni , mixed media , scrittura , video e collage. Durante l’ assedio di trenta giorni che subì il Libano nel 2006, il suo blog , divenne una voce ufficiale per il mondo occidentale e presto le sue parole di amore e disperazione per gli eventi della sua terra d’origine si trasformarono in “Beirut i love you”,un libro estrapolato dal blog, edito in Italia da Donzelli editore,  che ha visto la luce nel 2008.
La sua narrativa, la sua arte, sono pregne del paradosso sentimentale cui vengono piegate le vite del medio oriente, l’amore per una terra, l’odio per le sue millenarie piaghe; la ricerca della bellezza, incessante e coraggiosa, e la familiarità che si stringe , giorno dopo giorno, con la perdita e con la morte.
Ecco che prendono forma uomini combattenti , incorniciati da  centrini rosa che fanno loro  da aureola, immagini di martiri santificati, immortalati nel momento in cui impugnano le armi. Soldati con i lustrini ritagliati dai giornali, soldatini giocattolo ammassati gli uni su gli altri, il bianco e nero della cronaca, che combatte contro il luccichìo del glitter.
Con le opere di  Ziggy Doodle ecco che gli occhi vedono di nuovo : la  contraddizione  tra l’anima araba e i simboli occidentali, il martire e il carnefice, l’anima maschile della guerra e le pozioni rosa che mostrano tutti i simboli bellici sotto un filtro che cristallizza, rende immobile il modo delle immagini.  Ziggy Doodle con i suoi filtri esaspera l’iconografia  come una parola che, ripetuta infinite volte, diviene un insieme di suoni pronti ad assumere una nuova, aura  e, pronti ad accogliere nuovi significati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Comments:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Registrati alla nostra newsletter per avere aggiornamenti editoriali dalla redazione.