Artistic vision VS commercial interests

di Mara Cervelloni

6 marzo 2012

Si è da poco conclusa la 62esima eizione del Festival Internazionale del Film di Berlino che ha visto trionfare i fratelli Taviani, premiati con il leone d’oro per “Cesare deve morire”: una storia tra fiction e documentario messa in scena con un gruppo di detenuti del carcere di massima sicurezza di Rebibbia. Il premio del pubblico l’ha conquistato un altro italiano, Daniele Vicari, raccontando la notte della scuola Diaz del G8 di Genova del 2001, la prima delle tante notti di questo primo decennio del nuovo millennio italiano. Il film di Vicari ha trovato posto nella sezione Panorama che la Berlinale ha voluto dedicare al cinema della dissidenza. La sezione Panorama è  esplicitamente diretta ad un pubblico di compratori che si auspica possano grntire una distribuzione ad un nuovo ed esordiente cinema d’autore. Gli Indignados, la Primavera Araba, le immagini della notte nella scuola Diaz, molte sono state le voci che hanno portato testimonianza della dissidenza che si è liberata nel mondo, a cui l’arte, più di ogni altra cosa, può dare voce. I film della sezione vengono dai più disparati paesi, come “Kuma”, di Umut Dag, che è frutto di una cooperazione produttiva di Turchia, Austria e Germania, oppure “Indignados” di Tony Gatlif, una produzione che unisce Francia, Grecia e Spagna, così come  “The reclutant Revolutionary” di Sean McAllister e la stessa pelicola di Vicari. Tutte storie che ci raccontano questo tempo e che noi di Laundry, auguriamo possano passare presto sugli schermi di tutto il mondo.

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