Indie game, you’re welcome!

di Pierpaolo Greco

6 marzo 2012

C’è qualche storia di dissidenza anche nel mondo dei videogiochi e celebre è il caso di Robert Pelloni, sviluppatore italiano solo nel cognome, che da molti viene ricordato come colui che ha permesso al settore di svilupparsi raggiungendo la situazione odierna. Robert inizia a lavorare su un videogioco prima a tempo perso poi in una situazione di isolamento nel 2003. Bob’s Game è il suo titolo e si basa su un’incredibile visione contenutistica: un gioco di ruolo con centinaia di personaggi, decine di scenari ed un numero indefinito di ore di gameplay per il giocatore più appassionato. Il progetto assume quindi fin da subito dimensioni spropositate e mai risulterà chiaro quanto le dichiarazioni di Robert furono campate in aria o completamente legate al suo enorme egocentrismo. Questo perchè Pelloni non appena guadagnata un po’ di notorietà sfruttando YouTube e la cassa di risonanza di numerosi siti di settore, iniziò a chiedere a gran voce a Nintendo un SDK per ufficializzare il suo lavoro sulle piattaforme portatili della casa di Kyoto. Il Software Development Kit (il cui acronimo è per l’appunto SDK) è una particolare combinazione di hardware e software che permette di testare il codice di un progetto videoludico e di certificarlo successivamente come valido e autorizzato per quelle console. Ma qui si creò la frattura: Nintendo non era disposta a dare il suo SDK a uno sviluppatore senza neanche un videogioco pubblicato sul mercato. E allora come si poteva essere software house indipendenti, privi di publisher alle spalle? Robert provò di tutto per sbloccare la situazione e le sue azioni fecero scalpore in tutta la rete: chiamò per 17 settimane di seguito ogni singolo reparto di Nintendo per avere udienza e alla fine decise di farsi rinchiudere per 100 giorni nella sua stanza con bagno a sviluppare codice ripreso da una telecamera e con un amico che gli passava il cibo quotidianamente attraverso uno sportellino. Ma dal ventunesimo giorno Robert iniziò a mostrare segni di cedimento iniziando ad esibirsi in attacchi personali nei confronti degli executive di Nintendo fino a che il suo caso iniziò rapidamente a sgonfiarsi. A tutt’oggi Pelloni non è ancora riuscito a commercializzare il suo videogioco e molti sono convinti che sia ancora fermo a livello di prototipo, però qualcosa è successo: oggi Nintendo, Microsoft e Sony offrono pieno supporto a tutti gli sviluppatori indipendenti e sono decisamente più tranquilli ad elargire i loro SDK anche quando si ha un curriculum praticamente vuoto.

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