Graypants Studio, L’arte del Riciclo

di Mara Cervelloni

1 agosto 2011

Tre architetti, sparsi su tre punti a caso della mappa degli Stati Uniti d’America, mescolati dall’aria della città di Seattle, danno come risultato il trio del Graypants Studio.
Graypants è un progetto che aveva già fatto parlare di sé alla International contemporary forniture fair, con Scrapt Light, una lampada a sospensione in cartone ondulato riciclato, che, con il design raffinato e il progetto a impatto zero che le ha generate, hanno gettato un colpo di spugna sull’antica questione del rapporto qualità (con la Q maiuscola) e il prezzo che perseguita l’arte del riciclo.
Riciclo è artigianato, che nelle mani dei tre architetti si è trasformato in arte, distruggendo i piedi d’argilla del dibattito sui materiali duraturi e i materiali di riciclo, le cui domande ci portano in luoghi tanto nuovi perché ancora inesplorati.
Graypants  si presenta oggi sul web con un video che ci mostra il making of, il work in progress del loro laboratorio, offrendo in immagini la poetica che sostengono con il loro progetto: “Ci sforziamo di elaborare progetti e idee che siano attenti e tengano conto dell’impatto che possono avere, sia che si tratti di mobili, illuminazione, architettura o grafica. Ognuno dei nostri progetti ha una storia unica e cerchiamo di esplorare nuove idee per ridefinire come il design può avere un impatto maggiore. Ma soprattutto, ci divertiamo a farlo! Ci piace collaborare in tutti gli ambiti della vita ed è lì che troviamo la vera ispirazione. Vogliamo lasciare che la bellezza di ciò che amiamo diventi quello che facciamo”.
Una manifestazione programmatica non da poco, che concilia l’unicità dell’arte, esigenze di design e un impatto zero perfettamente bilanciati nel laboratorio di Seth, Jon e Grizzle.
Un’altra cosa non si può non notare, un fil rouge che accarezza diversi ambiti di questa giovane e green generation: L’ironia. È l’ironia, infatti, che sembra essere un collante fondamentale per questo trio e, visitando il sito, osservando il loro lavoro, non si può che riconoscere loro di averci fatto scoprire tre volti di una green culture che affonda le sue radici sempre di più nei luoghi di espressione dell’arte e trova una voce sempre più forte nella creatività artigianale.

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