ACME Climate Action: Un libro-attività per salvare il mondo

di Agostino Melillo

1 agosto 2011

Stufi del riscaldamento globale? Preoccupati per la mole delle vostre emissioni? Una proposta originale vi è offerta dal libro Acme Climate Action, edito nel giugno 2008 dalla britannica 4th Estate (in vendita su Amazon esclusivamente in inglese, al prezzo di $12.75).
Il volume tratta delle problematiche legate ai disagi derivanti dall’aumento della temperatura media dell’atmosfera terrestre e degli oceani, dall’inquinamento, dall’insostenibile sviluppo, dall’epilettica cultura del consumo di massa. Tematiche ormai entrate nel repertorio enciclopedico del cittadino occidentale medio, in un lessico assorbito dal vocabolario “globish” (l’inglese internazionale comune); ma non è nel tipo di informazione che si trova il valore aggiunto del prodotto. È un libro che cerca il coinvolgimento del lettore/fruitore a trecentosessanta gradi, richiede interattività, un rapporto dinamico, arricchito da humour e attitudine al gioco. La forza comunicativa del prodotto si mostra sin dal packaging vivace, già nella copertina, riciclabile come cornice, e si compie tanto nel testo quanto nei gadget ed extra inseriti: stickers e poster propagandistici, lettere di protesta indirizzate a politici e a multinazionali, idee fai-da-te per ripensare la logica dell’usa-e-getta.
Non si tratta di una lettura svogliata, da sbocconcellare oziosi in poltrona o sonnolenti supini sotto le lenzuola, cercando un’evasione leggera verso un suggestivo futuro remoto di cataclismi in formato panoramico, catastroficamente rassicurante come un film di Roland Emmerich. Il messaggio degli autori è chiaro, l’intento immediato: ogni azione fa la differenza. Ben lungi da allarmismi, panico di massa o terrore, il compito che si pongono è quello di mostrare chiaramente un problema e un obiettivo, poi adoperarsi multidirezionalmente per i fini prefissati.
Un’altra novità del prodotto è nei toni. Il libro chiede al lettore un atteggiamento sereno, un animo quieto, pur nel disagio, un contributo positivo, dettato da un’adesione alla vita, da un attaccamento al mondo. La rabbia deve essere energia positiva. La vision del gruppo è sicuramente “Things gotta change around here” (da queste parti le cose devono cambiare), la mission potrebbe essere “Iniziamo a cambiare il mondo imparando a sorridere”.
La ricerca del benessere deve compiersi nella tutela dell’ambiente in cui si svolge l’esistenza degli individui, imparando come poter agire in esso, per esso. Parafrasando uno scampolo di terapeutica saggezza ippocratica, “il buon medico deve conoscere l’ambiente naturale e umano in cui opera”.

L’Acme Climate Action è il progetto ideato e messo in piedi dalla piccola agenzia di design londinese Provokateur (Ethical communications for amazing organisation), che ha portato alla redazione del suddetto libro omonimo. “Acme” è un nome generico, include tutti o nessuno, “Climate” suggerisce il topic, “Action” è l’approccio, il modus operandi: fare qualcosa, di semplice e divertente, coinvolgente e creativo. Il gruppo di designer ha avviato questa organizzazione pragmatica, dagli intenti seri (o forse dai sogni ben saldi), lontana dalle fumose iniziative dei modaioli ben pensanti, dalle caotiche campagne di ricchi filantropi-verdi radicali e in polemica posizione antinomica rispetto ad essi. Non bisogna preoccuparsi di dire soltanto cosa fare, ma provvedere a fornire gli strumenti idonei per farlo. Svegliati! Datti da fare! Ripensa! Semplifica! Migliora la vita! Mettici bocca! Sentiti bene! Trasmetti! Questo è il laconico contenuto del manifesto del progetto. Non serve aggiungere altro per una causa così urgente.

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