MODELING THE PAST

di Enrico Tanno

21 giugno 2011

 

Nato in Pennsylvania nel 1950, Michael Paul Smith – illustratore, retail designer, decoratore di interni, realizzatore di modelli architettonici e grafico – realizza modellini in scala da oltre venticinque anni e ci offre uno spaccato iper-realistico, maniacale nei dettagli, della metà del XX secolo.
Nella Elgin Park di Mr. Smith, sua città natale che ha riprodotto fedelmente, il calendario è fermo al 1964. Una Lincoln del ’56 è assopita davanti ad uno store di Main Street, una Cadillac rosa shock con cappottina bianca è parcheggiata tra un furgone scintillante Divco del latte e una Ford Custom del ’55 davanti al negozio della Budweiser. Sembra di vederli spuntare da un angolo, Howlin’ Wolf e Little Domino all’apice del successo con le loro Cadillac offerte dalla Chess Records, o Minnesota Fats che entra nella sua Plymouth 3W Coupé davanti al salone di bellezza di Elaine dopo una nottata passata al biliardo.
L’amore di Mr. Smith per il dettaglio attrae ogni giorno migliaia di visitatori sulle sue pagine, tanto da farlo diventare un fenomeno del web. Nella sua galleria su flickr si può ammirare una qualità realistica artigianale che alcuni definiscono cinematografica, senza uso di photoshop o post produzione, ma tutto sapientemente realizzato tramite modelli architettonici e un calibrato uso della macchina fotografica e di elementi di scenografia.
Dopo aver realizzato il tutto, per ogni scatto Mr. Smith impiega un’ora, sperimentando come i vari riflessi, luci e ombre rimbalzano sulle sue memorie e sulla sua immaginazione, e non produce più di due o tre foto per ogni modellino. Ogni sua foto la descrive come una storia, e sceglie di non inserire persone nella scenografia, invogliando gli spettatori a inserire se stessi nella scena, cercando di creare un’atmosfera familiare e umana.
La sua attrezzatura è relativamente low tech, una Sony digital a sei megapixel e un vecchio eMac di undici anni fa. Alle persone che su flickr lo accusano di photoshoppare le sue immagini, lui risponde che usa il software adobe solo per dare un effetto vintage alle sue foto, cosa molto probabile visto che ha speso molto tempo in una ricerca della temperatura colore nelle pellicole del cinema e nella fotografia dei film di quegli anni.
Il suo primo modellino fu una Chevy Impala del ’63 con fari funzionanti, e da quello la sua passione esplose. Continuò per pochi anni a partecipare a un concorso della General Motors per ragazzi dagli 11 ai 19 anni, ma non vinse mai.  Dopo le scuole superiori completò un corso triennale al Worcester Art Museum e fu assunto a 10.000 dollari l’anno per il design di fashion retails. Passò poi al design di sistema di segni per Musei e libri illustrati. Il suo ultimo lavoro consisteva nel fare da assistente per KlingS tubbins, in ingegnere/archittetto di Cambridge. Lui dava vita ai suoi modelli aggiungendo dettagli, pittura e scenografia. Licenziato qualche anno fa, è stato assunto di recente come archivista part-time.
Le sue foto sono finite su molte scrivanie, ma il responso è sempre lo stesso: è un gran bravo modellista e scenografo, ma non c’è business attorno a questa cosa.
Mr. Smith continua con i suoi modellini divertendosi come un ragazzino. La sua prossima scena rappresenterà una stazione ora abbandonata di Elgin Park.

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