Ranxerox

di Enrico Tanno

20 aprile 2011

Appena imbarcatomi nella passione per il fumetto, diversi anni fa, ho cominciato a curiosare un pò in giro. Non poteva limitarsi tutto a Topolino, Dylan Dog e Tex, e scoprii un mondo che volente o nolente mi cambiò. L’approccio con il manipolo di geni di Frigidaire, formato dall’editor Sparagna, il visionario Pazienza, il cinico Scòzzari, il Michelangelo di Quadri Tanino Liberatore, il genio forse sottovalutato Tamburini, e Mattioli, mi aprì un mondo sull’illustrazione e sull’editoria che ancora oggi per me resta il più autentico e una fonte inesauribile di ispirazione. Ranxerox, fumetto narrante le avventure di un cyber-coatto nato dai pezzi di una fotocopiatrice e ambientato in una Roma del futuro malfamata, fatta a gironi, fu scritto da Tamburini e inizialmente illustrato in bianco e nero da Andrea Pazienza e poi dal 1980 da Tanino Liberatore, iperrealista con una cura maniacale per i dettagli. Tra i due disegnatori, Tamburini scelse il secondo, forse perché essendo Pazienza più eclettico avrebbe di sicuro interpretato e forse cambiato il personaggio, mentre Tanino, michelangiolesco, umile ed esecutivo, sfornava capolavori di anatomia artistica in ogni tavola. Il nome del personaggio inizialmente era Rank Xerox, come la Rank Xerox Corporation che distribuiva in Italia l’omonima fotocopiatrice, fino a quando arrivò una lettera di sollecito da parte di questi ultimi alla redazione chiedendo di cambiare nome per evitare che il loro marchio venisse associato a un personaggio «le cui imprese sono un concentrato di violenza, oscenità e turpiloquio». Il nome cambiò, ma Tamburini rispose dalle pagine de Il Male con Ranxerox che diceva «e io me vedrò costretto a ròmpeve er culo!»

Il personaggio ebbe un successo internazionale, fu tradotto in tante lingue e stava persino per diventare un film, se non fosse stato – come ci racconta Sparagna nel suo libro su Frigidaire – per una questione di soldi, anche se i diritti sul personaggio continuano ad essere rinnovati di anno in anno. Poco dopo, misteriosamente, Terminator era sugli schermi di tutta Europa, ma se ci sia un nesso con Ranxerox resterà credo un mistero. Il personaggio se ne andò insieme a Tamburini, visionario grafico e critico musicale oltre che creatore di Ranx, nell’aprile del 1986, ucciso dallo stesso veleno che portò via Pazienza due anni dopo, mentre Liberatore andò a vivere in Francia dove si trova tutt’ora con la sua famiglia. Pazienza descrisse il suo trasferimento in Francia come uno scambio Italia-Francia in cui a noi toccò Platini, e a loro una delle nostre migliori matite in circolazione. L’ultimo fumetto di Liberatore è Lucy l’espoir, ambientato sul nostro pianeta tre milioni di anni fa, dove il Michelangelo di Quadri ha sperimentato le nuove tecniche digitali ed ha studiato l’anatomia degli australopitechi. Frigidaire è stata senza dubbio la rivista più visionaria, irriverente e autentica che il nostro paese abbia avuto, vi consiglio il volume Frigidaire, di Sparagna, e Prima pagare poi ricordare, di Scòzzari.

Comments:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Registrati alla nostra newsletter per avere aggiornamenti editoriali dalla redazione.